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Aprile 2016

Pubblichiamo le ultime ricerche scientifiche sulle virtù terapeutiche dello Zenzero.

La rivista medica Arthritis pubblica gli ultimi dati sulla capacità che ha lo Zenzero di inibire le citochine, le molecole che determinano infiammazione e conseguenti dolori in tutto il corpo. Lo studio inoltre rivela che la radice è molto più efficace dell' ibuprofene ed è al pari del cortisone come antidolorifico. Essendo un rimedio naturale non vi sono effetti collaterali che solitamente contraddistinguono l'utilizzo dei famosi farmaci sopracitati (insonnia, gonfiore, debolezza muscolare, aritmia cardiaca, pressione alta, ansia).

La seconda ricerca è stata effettuata dal dott. Srivastava, ricercatore di fama mondiale sugli effetti terapeutici delle spezie. Lo studio sostenuto dall'Università danese Odense ha messo in luce gli effetti antidolorifici definendoli "significativi".

 

 

 

Dicembre 2015

LE BACCHE DI GOJI. UN CONCENTRATO DI PROPRIETA' TERAPEUTICHE PER FRONTEGGIARE LO STRESS OSSIDATIVO E ALCUNI VIRUS INFLUENZALI.

LE FAMOSE BACCHE PROTEGGONO IL CUORE, MANTENGONO EFFICENTE L'INTERA CIRCOLAZIONE SANGUIGNA, RAFFORZANO IL SISTEMA IMMUNITARIO, RALLENTANO L'INVECCHIAMENTO CELLULARE.

Maggio 2015

IL RUOLO TERAPEUTICO DELL'ACQUA. LE RICERCHE EVIDENZIANO CHE....

Il Prof. Nicola Sorrentino introduce l'importante ruolo dell'acqua nel mantenimento e raggiungimento del "peso-forma". La letteratura scientifica ci indica l'importanza di un'assunzione di acqua introdotta durante tutto l'arco della giornata, senza arrivare ad avere sete. L'importanza dell'acqua è legata ad un fenomeno confermato da ricerche cliniche: la termogenesi, cioè la produzione di calore dell'organismo. I ricercatori dello studio "Water-induced", condotto in Germania, ha valutato l'effetto dell'acqua sul tasso metabolico (quante calorie vengono bruciate ogni giorno dal nostro organismo). Bere due bicchieri d'acqua (500 ml) a temperatura ambiente al giorno, aumentava del 30% il tasso metabolico sia degli uomini sia delle donne coinvolte nello studio. I ricercatori sottolineano il ruolo della "spinta metabolica"dei muscoli conseguente all'idratazione: un tessuto muscolare ben idratato è più attivo dal punto di vista metabolico. "La letteratura scientifica rende evidente il ruolo dell'acqua nell'attivare una serie di meccanismi metabolici conosciuti come termogenesi, ossia la produzione di calore con dispendio energetico, che ci aiutano davvero a perdere peso", afferma il Prof.re Nicola Sorrentino, docente di Igiene Nutrizionale all'Università di Pavia. L'effetto dell'acqua sul metabolismo è di breve durata, tra la mezz' ora e l'ora. uesto spiega la ragione per la quale è importante bere spesso durante la giornata.

Marzo 2015

<<ALZIAMO LE NOSTRE DIFESE IMMUNITARIE. LA NATURA CI VIENE INCONTRO.TROVATI I RIMEDI NATURALI CHE CI IMMUNIZZANO>>

150 RICERCHE CONDOTTE DALL'UNIVERSITA' DI HARVARD RIVELANO I TRE RIMEDI NATURALI CHE INCIDONO MAGGIORMENTE SUL SISTEMA IMMUNITARIO:

  1. UNCARIA (AZIONE IMMUNOSTIMOLANTE)
  2. ECHINACEA (ANTISETTICO, IMMUNOSTIMOLANTE, NEUTRALIZZA AGENTI PATOGENI)
  3. ALOE VERA ( IMMUNOSTIMOLANTE, IMMUNOMODULANTE)

 

<<ALIMENTAZIONE ANTICOLESTEROLO. ALCUNI ALIMENTI CHE A TAVOLA POSSO AIUTARCI>>

<<ALIMENTI ANTICOLESTEROLO: UNA DIETA POSSIBILE>>

La parola chiave del menu naturale qui proposto è “anti colesterolo”, ovvero un programma alimentare che serva a promuovere la riduzione dei livelli di grassi nel sangue. In particolare occorre combattere i trigliceridi, favoriti dalla dieta tipicamente invernale troppo ricca di carboidrati raffi nati, zuccheri semplici e fritture.

Il segreto? Largo a cereali grezzi e ortaggi
La prima cosa da fare per riuscire a contenere il colesterolo “cattivo” è cercare di aumentare quello “buono” (o HDL): tra i cibi utili a questo scopo ci sono in particolare la crusca e i finocchi, che possiedono entrambi proprietà depurative e contengono elevati quantitativi di fibre utili per drenare l’intestino e ripulire, di riflesso, il sangue. Sono utili come trattamento anticolesterolo anche le mandorle e la mela verde, da gustare rispettivamente a colazione e a merenda. Basta rispettarlo 1-2 volte alla settimana per un mese per arrivare all’appuntamento con la primavera con un sangue forte e pulito e l’apparato circolatorio libero dalle scorie invernali. Ecco come fare.

* Colazione: avena e mandole “spazzini” della circolazione.
Per iniziare al meglio la giornata è indispensabile consumare una colazione ricca di alimenti energizzanti, ma allo stesso tempo di facile digestione. Ecco perché per il breakfast di questo mese ti consigliamo il caffè d’orzo, il latte di riso e la crusca d’avena, che sblocca l’intestino e - abbinata alle mandorle - riduce i livelli di colesterolo cattivo

- Il caffé d’orzo è rimineralizzante e favorisce l’attività cerebrale.

- Il latte di riso è poverissimo di grassi saturi, che favoriscono l’aumento di colesterolo.

- L’avena è energizzante, depurativa e anti stipsi.

- Le mandorle riducono i depositi di grassi nei vasi sanguigni.

* Pranzo: ecco il primo che sblocca l’intestino pigro.
Per iniziare gusta un’insalata di valeriana condita con olio extravergine d’oliva, sale e pepe. Come primo piatto prova gli gnocchi di crusca alla zucca, e termina con una pera matura.

- La crusca aiuta a prevenire il diabete senile e abbassa glicemia e colesterolo.

- La zucca è emolliente e antiossidante.

- Lo yogurt bianco greco, ricco di probiotici, rinforza le difese immunitarie e aumenta la peristalsi.

* Merenda, prepara i biscotti alla cannella anti trigliceridi

- La maizena facilita la digestione.

- Il tè Oolong svolge una valida azione bruciagrassi.

- La cannella è disinfettante.

* Cena libera dagli scarti fegato e bile
Comincia la tua cena con un’insalata ricca di vitamina C: arance bionde, cipollotto, olive nere, olio extravergine d’oliva, sale e pepe. Come portata principale scegli i finocchi gratinati e concludi con una mela cotta al forno, spolverata di cannella.

Perché ti fa bene

- I finocchi mantengono “puliti” sangue e fegato.

- La panna di soia è più leggera e meno ricca di grassi rispetto a quella tradizionale.

- La noce moscata combatte le infezioni e i disturbi digestivi.

Febbraio 2015

Largo alle emozioni positive: lo stupore può ridurre l'infiammazione

Ormai sembrano esserci pochi dubbi: lo stress fa male alla salute. Cosa dire, invece, delle emozioni positive? Secondo un nuovo studio pubblicato sulla rivista Emotion il loro effetto potrebbe essere addirittura antinfiammatorio. Condotto all'Università della California di Berkeley, il lavoro ha infatti dimostrato l'associazione tra lo stupore e la meraviglia, generati ad esempio dalla bellezza della natura o di un'opera d'arte, e livelli ridotti di molecole coinvolte proprio nell'infiammazione, le citochine pro-infiammatorie. Lo studio ha previsto che i 200 partecipanti riferissero quante emozioni positive – come divertimento, stupore, felicità e amore – avessero provato nel corso della giornata. Analizzando i livelli di interleuchina 6 – citochina considerata un vero e proprio marcatore dell'infiammazione – in campioni prelevati dalle gengive e dalle guance dei partecipanti i ricercatori hanno scoperto l'associazione tra emozioni di questo tipo e la riduzione delle citochine. Al momento è però difficile dire quale sia la causa e quale l'effetto del fenomeno osservato. “E' possibile che avere livelli di citochine inferiori faccia provare alle persone emozioni più positive – spiega Jennifer Stellar, autore principale dello studio – o che l'associazione sia bidirezionale”. La ricercatrice sottolinea anche come lo stupore, legato alla curiosità e al desiderio di esplorare, potrebbe essere associato a una risposta comportamentale opposta a quella tipica dell'infiammazione, che porta le persone a isolarsi, e che per questo potrebbe essere un indicatore affidabile del livello di citochine pro-infiammatorie. Ciò che pare ormai fuori di dubbio è che le emozioni positive siano associate a indicatori di un buono stato di salute. “Il fatto che lo stupore, la meraviglia e la bellezza promuovano livelli più salutari di citochine – sottolinea lo psicologo Dacher Keltner, coautore dello studio – suggerisce che ciò che facciamo per provare queste emozioni, ad esempio una passeggiata nella natura, perdersi nella musica, osservare l'arte, eserciti un effetto diretto sulla salute e sull'aspettativa di vita”.

Alimentazione Terapeutica e Benessere. I Germogli di soia anti-tumorali perfetti:mangiarli protegge dal cancro al colon.

Stati Uniti. Soia‭ ‬ingrediente del benessere:‭ ‬aiuta a combattere il cancro all`intestino.‭ ‬Non è una leggenda. A dirlo è uno studio del Children`s Hospital‭ & ‬Research Center di Oakland‭ (‬California,‭ ‬Stati Uniti‭)‬,‭ di prossima ‬pubblicazione su Cancer Research.‭ ‬Durante uno studio sul moscerino della frutta‭ ‬i ricercatori hanno identificato che alcune componenti contenute nella soia,‭ ‬tra cui lo sfingadiene, sono una chiave per la lotta contro il cancro del colon.‭ ‬Queste catene di molecole di lipidi naturali‭ ‬sono state indentificate dai ricercatori‭ ‬come una nuova classe di agenti terapeutici capaci di innescare la morte delle cellule tumorali.‭
"Più si studia la soia -‭ osserva‬ Julie Saba,‭ ‬autrice della ricerca - più si ritrovano in essa contenuti agenti protettivi,‭ ‬tanto che la si può considerare come la scelta migliore per una dieta salutare".

Ottobre 2014

<<Dieta vegana: le ultime ricerche confermano l'effetto anti-tumorale e di anti-invecchiamento cellulare>>

Una dieta vegana non solo aiuta a guarire da molte malattie, ma blocca letteralmente gli effetti dell’invecchiamento, agendo nell’organismo a livello genetico: uno studio scientifico americano, appena pubblicato sul Lancet Oncology, ha cosi’ dimostrato per la prima volta il potere di un regime alimentare corretto addirittura sul DNA umano.

Agosto 2014

Ricerche scientifiche sugli effetti benefici dello Yoga: campione fra gli sport come arma contro ansia e depressione

La disciplina orientale garantisce un effetto diretto sui circuiti neurologici del buonumore, aumentando i livelli di una sostanza (il Gaba o acido gamma-amminobutirrico) che tiene a bada stress e mal di vivere. La prova scientifica arriva da uno studio americano pubblicato sul “Journal of Alternative and Complementary Medicine”, condotto da un gruppo di ricercatori della Boston University School of Medicine.

Il team coordinato dallo psichiatra e neurologo Chris Streeter ha confrontato due gruppi di persone sane che, per un periodo di 12 settimane, a caso venivano sottoposti a un allenamento a base di yoga o di camminata, praticati per un’ora tre volte a settimana.

I partecipanti allo studio sono stati analizzati con una tecnica di imaging cerebrale (spettroscopia a risonanza magnetica, Mrs) all’inizio dello studio e alla fine, prima e dopo l’ultima sessione di training. Periodicamente, inoltre, a ogni volontario è stato chiesto di riferire il proprio stato psicologico.

I componenti del “gruppo yoga” segnalavano una significativa riduzione dell’ansia e un notevole miglioramento dell’umore, rispetto a quelli del “gruppo camminata”.

Una condizione che risultava associata, alla prova della Mrs, ad aumentati livelli di Gaba. Secondo Streeter e colleghi, alla luce di questi risultati lo yoga può essere considerato una possibile terapia efficace contro alcuni disturbi mentali.

SCIENZA E YOGA: LA RICERCA SCIENTIFICA DIMOSTRA I BENEFICI DELL'ANTICA TRADIZIONE INDIANA.

(AGI) – Lo yoga e le tecniche di rilassamento studiate dagli scienziati di Harvard. Calmano lo stress, aiutano a ridurre l'ansia e la morsa dei problemi e a migliorare la forma fisica.

Questi sono stati, finora, i benefici dello Yoga, del Tai Chi e delle altre tecniche di rilassamento. Ma non sono gli unici.

Un gruppo di ricercatori del Massachusetts General Hospital e Harvard University (USA) ha scoperto che ci sono altri vantaggi nel praticare queste tecniche: miglioramenti della pressione arteriosa, del battito cardiaco e del consumo di ossigeno. Infine, anche un cambiamento e un miglioramento nei nostri geni.

“Per centinaia di anni, la medicina occidentale ha esaminato il corpo e la mente come entità completamente separate. Ma ora scopriamo che le tecniche di rilassamento che cambiano l’attività mentale possono anche modificare l’espressione genetica”, ha spiegato Herbert Benson, uno degli autori dello studio pubblicato sulla rivista PLoS One.

Secondo i ricercatori, grazie a queste tecniche di rilassamento e’ possibile aiutare i pazienti con i disturbi più diversi, come l’artrite reumatoide, infertilità o la pressione sanguigna troppo alta. La chiave di tutto sta in quella che è stata chiamata “risposta di rilassamento”, raggiungibile attraverso tecniche come lo yoga o anche la preghiera.

Per verificare l’influenza di queste tecniche e vedere come cambiano i nostri geni, i ricercatori hanno condotto uno studio con 19 persone che hanno praticato questi esercizi in media per nove anni, con altre 19 persone che non hanno mai utilizzato queste tecniche e altre 20 che hanno seguito per otto settimane un corso di formazione su queste tecniche. Dall’analisi dei geni è emerso che non ci sono state differenze tra coloro che hanno praticato lo Yoga o il Tai Chi e tra coloro che non hanno seguito regolarmente queste pratiche.

Un cambiamento, invece, è stato riscontrato nell’ultimo gruppo, quello sottoposto a corsi di formazione. In questi soggetti, infatti, sono state osservate delle modifiche nell’espressione dei geni coinvolti nei processi di infiammazione o nello sprigionamento dei radicali liberi, ovvero le molecole prodotte dall’organismo stesso e che, se non neutralizzate, possono danneggiare i tessuti e le cellule. “Questo è il primo studio che ha analizzato come la mente possa influenzare i geni”, hanno sottolineato i ricercatori.

 

Aprile 2014

INTOLLERANZE ALIMENTARI,TEST DIAGNOSTICO E CONSULENZA NUTRIZIONALE.

Quali sono i fattori che possono scatenare l'intolleranza ad alcuni alimenti?

L'alterazione dei cibi nei processi industriali, l'uso eccessivo di medicinali, alcool, la presenza di stress (psico-emotivo,fisico), particolari fattori ambientali, l'abitudine ad una dieta non equilibrata. A differenza di quanto avviene per le allergie, l'intolleranza è caratterizzata da una ipersensibilità tardiva. Contrariamente alle allergie infatti, la cui reazione organica è dirompente, intensa, locale e si esaurisce in breve tempo, per le intolleranze essa avviene gradualmente, con una sintomatologia legata alla quantità di alimento assunto e al fenomeno di accumulo di sostanze ritenute tossiche per l'organismo. Il test "Higea" è il nuovo test dei laboratori TBM in grado di individuare quali intolleranze alimentari infastidiscono la vita di numerose persone. "Higea" è un esame del sangue e si basa sull'analisi del dosaggio di immunoglobuline di tipo G (IGG) e ha dunque la capacità di individuare l'alimento che ne scatena la reazione. Oggi "Higea", rappresenta il modo rapido, preciso e facilmente interpretabile, per individuare con maggior precisione gli alimenti da evitare o variare nella propria dieta alimentare. Higea è l'acronimo che sta per Human Immunoglobulis G-Testing Aliments e consiste in un unico prelievo del sangue, meglio se fatto a digiuno perchè si basa sull'analisi del siero. Individua la presenza e l'intensità nel sangue delle immunoglobuline di tipo G (IgG). Ad oggi abbiamo tre tipologie di analisi specifiche per intolleranze alimentari immuno-immediate: Higea 5 alimenti, Higea 40 alimenti, Higea 93 alimenti. La precisione del test è uno degli aspetti più innovativi: vengono indicati quali cibi siano da evitare ottenendo una diagnosi clinica differenziale. Il centro Mendel per accrescere ancor di più la valenza "terapeutica"della diagnosi, si avvale del prezioso contributo del nutrizionista che, alla luce degli alimenti individuati, a cui il paziente è intollerante, saprà impostare una "dieta ad hoc", calibrata sulle abitudini alimentari e sulle intolleranze riscontrate.

Novembre 2013:

LE STATINE. OMBRE E PERPLESSITA' SUI BENEFICI ALL'ORGANISMO. Vengono prescritte statine a persone che hanno raggiunto una certa età o perchè è stato rilevato un marker di rischio cardiovascolare. Un recente studio pubblicato sul "Journal of apllied physiology" ha documentato che i ratti a cui sono state somministrate le statine sono meno resistenti all'esercizio fisico. Lo stress ossidativo, un forte indicatore di danno cellulare,è risultato essere maggiore del 60% nei ratti osservati. Essi non erano in grado di immagazzinare abbastanza glicogeno e carboidrati nei muscoli. La funzione dei mitocondri, che producono energia in ogni cellula, risulta danneggiata, portando alla diminuzione di energia del 25%. Ma cosa accade agli uomini a cui viene somministrata? La maggior parte delle persone "in cura"avvertono dolori muscolari, aumento di globuli bianchi in aumento. Le statine oltretutto,possono stressare le funzioni renali, portando a un'insufficienza renale che può concludersi anche con la morte.Uno studio pubblicato sulla rivista "Arthitis Research and Therapy", i ricercatori hanno trovato che il 100%degli animali sottoposti ai farmaci a base di statine sviluppavano artriti o segni di autoimmunità contro il 58% di quelli che non li assumevano. Lo studio ha dimostrato che l'uso delle statine era associato all'incremento del rischio di sviluppare artriti reumatoidi.

TOSSICITA' DI ZUCCHERI E ASPARTAME. Varie ricerche scientifiche dimostrano che gli zuccheri, in particolare il fruttosio, sono altamente tossici per l'organismo. La medicina ortomolecolare, la pratica per trattare le malattie fornendo sufficienti dosi di sostanze nutritive essenziali per evitare carenze, contribuisce notevolmente a fornire queste necessarie informazioni. Possiamo tutti diventare più sani rinunciando agli zuccheri e ai prodotti alimentari trasformati che non contengono nutrienti essenziali. E quando questo è impossibile, dobbiamo essere comunque in grado di integrare la nostra alimentazione con nutrienti essenziali per prevenire obesità, diabete, malattie cardiovascolari, cancro. La tossicità degli zuccheri è dimostrata da varie pubblicazioni scientifiche, divulgate fin dall'aprile 2012 dalla Orthomolecular Medicine News Service (editorial by Robert G.Smith).

Per eventuali approfondimenti sulla tossicità degli zuccheri e dell'aspartame vedere l'articolo inserito nel nostro blog.

DIETA VEGETARIANA. MIGLIORA L'UMORE E RIDUCE I RISCHI DELL'INSORGERE DI ALCUNE MALATTIE.

  • Pensiamo solitamente che eliminare la carne dalle nostre diete ci condanni ad una vita priva di gioia e soddisfazione? Niente di più errato!L'Università dello stato dell'Arizona ha condotto una ricerca sull'argomento "dieta vegetariana e stati dell'umore".Ha sottoposto test a domanda multipla a persone onnivore e le ha divise in tre gruppi: il primo ha continuato a mangiare carne, il secondo l'ha eliminata a favore del pesce, il terzo gruppo è diventato completamente vegetariano. Dopo due settimane solo il gruppo dei neo-vegetariani ha affermato di sentirsi più calmo e meno stressato. La spiegazione, secondo i ricercatori, sta nel fatto che la carne contiene catene lunghe di omega 6 , che possono sviluppare stati infiammatori prolungati e interferire negativamente sul sistema nervoso centrale. Le proteine vegetali inoltre secondo gli studi pubblicati su "Current Athero-sclerosis Reports", hanno un forte impatto favorevole rispetto alle proteine animali nei confronti di malattie cardiache, diabete di tipo 2, pressione sanguigna. Sembra sempre più auspicabile per la nostra salute favorire nella nostra dieta ("day by day") l'utilizzo di vegetali e cereali integrali, frutta e legumi!

 Ottobre 2013:

  • RIDURRE IL RISCHIO DI INFARTO? LA FRUTTA CHE CI AIUTA.Tre porzioni di mirtilli o fragole alla settimana proteggono il cuore, soprattutto delle donne. I risultati della ricerca condotta dagli scienziati dell'Harvard School of Public Health di Boston si ricollegano agli studi dell'Università di EastAnglia. La ricerca condotta per ben 18 anni ha preso in esame 93.600 donne tra i 25 e i 42 anni. L'indagine, pubblicata dalla rivista scientifica "Circulation", evidenzia come le donne che avevano consumato in maggior misura mirtilli e fragole regolarmente, avevano ridotto del 32% il rischio di infarto.

 

  • LE MIGLIORI AMICHE DEL FEGATO: LE  FIBRE. I cibi ricchi di fibre sono importanti per proteggere il fegato, soprattutto se accompagnati da una dieta che limita quelli che contengono zuccheri. Lo rivela una ricerca realizzata dall'"European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition", il progetto che studia il rapporto tra cancro e alimentazione. Ancora una volta si è riusciti a dimostrare quanto la salute sia collegata a quello che finisce nei nostri piatti. Seguendo un campione di 470 mila persone, il team di ricercatori internazionali ha stabilito che una dieta ricca di fibre e con pochi zuccheri coincide con un minor rischio di sviluppare tumori al fegato. L'istituto aveva già riscontrato tale correlazione (Alimentazione-Insorgenza cancro) per i tumori del colon e della mammella.

 

  • IL MIGLIOR FARMACO NATURALE PER TENER BASSA LA PRESSIONE. Abituandoci  a bere té nero, possiamo notevolmente tener bassa la pressione sanguigna arteriosa. La rivista medica "Archives of Internal Medicine" ha pubblicato uno studio in base al quale emerge che bere té nero tre volte al giorno può abbassare la pressione arteriosa, dopo due settimane dall'assunzione. Merito del flavonoidi contenuti nel mix, che possono incrementare le funzioni del tessuto interno dei vasi sanguigni migliorando, nel lungo periodo, la salute dell'apparato vascolare.

 

  • TABLET E CELLULARI.MAI NELLA CAMERA DA LETTO. Insonnia, sbalzi d'umore, irritabilità e ansia: la colpa può ricadere su smartphone, pc e cellulari soprattutto se lasciati nella stanza dove si dorme. Secondo uno studio della john hopkins university di Baltimora sono sotto accusa le luci emesse da questi apparecchi in grado di provocare alterazioni neurologiche, arrivando alle cellule gangliari all'interno della retina. A rivelarlo è un esperimento condotto su topi, che in seguito all'esposizione a cicli di luce e buio alternati tendevano a diventare apatici, interessati sempre meno al cibo e con ridotte capacità di apprendimento. I circuiti neurologici attivati dalle luci sono collegati,secondo i ricercatori agli stati d'animo che sottostanno a forme più o mino lievi di depressione. Stati depressivi e stress che in questo caso sono prodotti dalla stimolazione eccessiva della retina.

Settembre 2013:

  • LO SPORT FA BENE AL CERVELLO. Fare attività fisica è una sana abitudine ed è utile per tenere sotto controllo il peso corporeo. Questo lo sappiamo tutti. Ma dai nuovi studi emerge che l'attività sportiva fa bene anche al cervello. La rivista "Preventive Medicine" ha dedicato un numero al rapporto che c'e tra attività fisica e buoni risultati scolastici. Secondo uno studio condotto su 24 scuole americane, il rendimento di alunni che seguono percorsi sportivi è superiore a quello dei ragazzi sedentari. Stessa cosa vale per gli aulti. facendo sport si stimolano i circuiti nervosi che controllano i programmi motori, ma anche la memoria e l'attenzione.

 

  • INSALATA AMICA NECESSARIA AL METABOLISMO. Potrebbe bastare un cespo di lattuga per rimediare alla carenza di iodio nella nostra dieta?La risposta è si.La carenza di iodio può incidere negativamente sul metabolismo. I ricercatori del Plantlab della scuola superiore di Santa Anna di Pisa stanno studiando un gene che permetterebbe agli ortaggi di accumulare grandi quantità di questo micronutriente. Tutto ciò senza creare Ogm (geneticamente modificato). Sedendosi a tavola la nostra insalata potrebbe farci raggiungere la dose di iodio raccomandata (150 microgrammi al giorno).

Una dieta vegana non solo aiuta a guarire da molte malattie, ma blocca letteralmente gli effetti dell’invecchiamento, agendo nell’organismo a livello genetico: uno studio scientifico americano, appena pubblicato sul Lancet Oncology, ha cosi’ dimostrato per la prima volta il potere di un regime alimentare corretto addirittura sul DNA umano.

La ricerca condotta dall’università della California a San Francisco sotto la guida del famoso nutrizionista americano Dean Ornish (che in questo studio ha collaborato con la dr.ssa Elizabeth Blackburn, premio Nobel per la Medicina nel 2009) ha osservato in 10 uomini malati di tumore della prostata e sottoposti a dieta vegana e altre lievi modifiche allo stile di vita (il cosiddetto “Programma Ornish”), l’apparire di mutazioni “ai telomeri” dei pazienti: I telomeri sono la parte finale dei filamenti cromosomici e la loro lunghezza e’ stata legata alla longevità e a una ridotta incidenza di gravi malattie. “Abbiamo scoperto che la telomerasi è aumentata del 30 per cento in soli tre mesi”, ha detto Ornish. La telomerasi è un enzima che colpisce i telomeri. Gli studiosi hanno inoltre esaminato l’attività dei geni. “L’espressione genica su 500 geni è cambiata, in ogni caso in modo benefico,” ha detto Ornish a NBC News.
Dopo 5 anni il team ha rimisurato la lunghezza dei telomeri.
Tra i 10 uomini con cancro alla prostata che hanno adottato i cambiamenti di stile di vita, la lunghezza dei telomeri è aumentata in media del 10%. In confronto, la lunghezza dei telomeri è diminuita in media del 3% nei restanti 25 uomini a cui non è stato chiesto di apportare modifiche allo stile di vita.

“E’ il primo studio ad evidenziare che un intervento sullo stile di vita può bloccare l’invecchiamento cellulare – ha detto Ornish – Le implicazioni di questo relativamente piccolo studio pilota possono andare oltre gli uomini con cancro alla prostata. Se convalidato da studi controllati randomizzati su larga scala, questi cambiamenti dello stile di vita possono ridurre significativamente il rischio di una grande varietà di malattie e mortalità prematura. I risultati ci dicono che i nostri geni sono la predisposizione, ma NON sono il nostro destino”.

Il programma Ornish, che include una dieta vegana e altre pratiche salutari (come il camminare 30 minuti quasi ogni giorno, praticare yoga e adottare tecniche di gestione dello stress) si era già dimostrato capace di invertire le malattie cardiache, il diabete e mantenere il cancro alla prostata sotto controllo.
La dieta vegana include il consumo di frutta, verdura, legumi e cereali (ed esclude carne, pesce, latticini e uova).
I pazienti di Ornish dovevano anche consumare integrale e mantenere l’assunzione di grassi intorno al 10% delle calorie quotidiane.

FONTE: Dean Ornish, Jue Lin, June M Chan, Elissa Epel, Colleen Kemp, Gerdi Weidner, Ruth Marlin, Steven J Frenda, Mark Jesus M Magbanua, Jennifer Daubenmier, Ivette Estay, Nancy K Hills, Nita Chainani-Wu, Peter R Carroll, Elizabeth H Blackburn, Effect of comprehensive lifestyle changes on telomerase activity and telomere length in men with biopsy-proven low-risk prostate cancer: 5-year follow-up of a descriptive pilot study, The Lancet Oncology, Early Online Publication, 17 September 2013
LINK: http://www.thelancet.com/journals/lanonc/article/PIIS1470-2045(13)70366-8/fulltext

Testo tratto dalle seguenti fonti:
http://www.bbc.co.uk/news/health-24111357
http://www.nbcnews.com/health/healthy-diet-may-reverse-aging-study-finds-4B11175619
http://www.huffingtonpost.com/2013/09/16/healthy-lifestyle-telomeres-lengthen_n_3916235.html

Ogni essere umano animale e vegetale si nutre. Il cibo ci sostiene un pasto dopo l'altro,ci sfama, ci aiuta a superare momenti difficili e ci allieta anche nella condivisione di alcune occasioni festose.

Il grano, gli ortaggi, i formaggi, il latte, la carne, la frutta...cosa di piu' genuino e salutare di una dieta ricca di questi alimenti? Come puo' il cibo subire una trasformazione e diventare per l'essere umano fonte di preoccupazione?

Gia' Ippocrate, nel IV sec. a.C., osservava gli effetti negativi che il latte di mucca aveva su alcuni soggetti. In questo nostro secolo, il XXI sec. d.C, ci interroghiamo con sempre piu' frequenza sugli effetti che i cibi possono avere sul nostro organismo. Ma quanto e' dannoso cio' che mangiamo? Come possiamo difenderci?

Il primo passo e' costituito dall'ascolto: ascoltare il nostro corpo e tutti i segnali che esso ci comunica.

Il secondo passo e' necessario farlo in compagnia del proprio medico di fiducia...

(e se non lo avete ancora trovato...cercatelo): Individuato il malessere e' indispensabile cercarne la causa, e  se questa e' costituita da un alimento allora occorrera' tempo e pazienza.

Prima di iniziare pero' la strada verso la cura...e' essenziale sapere a cosa si va incontro.

Il tanto parlare della dannosita' dell'alimentazione ha fatto si che non tutti adottino dei sistemi di ricerca e cura del problema onesti e trasparenti. Quindi spesso i pazienti vanno incontro a spiacevoli sorprese economiche, scarse informazioni scientifiche fino ad arrivare a pericolose forme di autodiagnosi.

Una delle prime incongruenze che fa da terreno fertile alla disinformazione e' la poca chiarezza con cui si parla di ALLERGIE E INTOLLERANZE. Cosa sono entrambe?

Allergie e intolleranze alimentari sono reazioni del nostro organismo a cibi di tipo non tossico, che  non dipendono dalla quantita' che si assume ma dalla suscettibilita' ad uno o piu' alimenti.

Le Allergie sono reazioni avverse tossiche del nostro sistema immunitario, in particolare degli anticorpi della classe IgE. Questi e' possibile analizzarli tramite test di laboratorio al fine di individuare l'alimento/i nocivi. Individuati i sintomi, fatti i test sugli anticorpi IgE non resta altro da fare che continuare insieme al proprio medico di fiducia il percorso con una dieta di eliminazione. I test di laboratorio per la determinazione delle allergie sono:

-Skin Prick Test: test con cui si mettono a contatto una serie di essenze di alimenti con l'epidermide del paziente e si osserva l'eventuale risposta. 

-RAST: test effettuato sul sangue del paziente per la ricerca degli anticorpi IgE. 

Le Intolleranze alimentari sono sempre reazioni avverse del nostro sistema immunitario, di tipo non tossico, mediate o non mediate da anticorpi della classe IgG. L'intolleranza al lattosio, al glutine e il favismo sono esempi di intolleranze non mediate da anticorpi IgG. Le intolleranze IgG mediate sono invece al centro dei nuovi dibattiti scientifici ed e' un campo di ricerca in divenire e riguardano per esempio patologie molto diffuse come la Sindrome dell'intestino irritabile e l'orticaria.

 

Il Fondo Mondiale per la Ricerca sul Cancro (WCRF), la cui missione è di promuovere la prevenzione primaria dei tumori attraverso la ricerca e la divulgazione della conoscenza sulle loro cause, ha concluso un'opera ciclopica di revisione di tutti gli studi scientifici sul rapporto fra alimentazione e tumori. Vi hanno contribuito oltre 150 ricercatori, epidemiologi e biologi, di circa cinquanta centri di ricerca fra i più prestigiosi del mondo. L'Istituto Nazionale dei Tumori ha gestito la sezione sui tumori della mammella, dell'ovaio e della cervice uterine. Il volume, disponibile su www.dietandcancerreport.org, malgrado sia prudente nelle conclusioni, riassume in 10 "raccomandazioni" i risultati più solidi della ricerca scientifica.

1) Mantenersi snelli per tutta la vita. Il fattore numero uno di maggior rischio di cancro, quello più solidamente dimostrato è il sovrappeso. Le persone grasse si ammalano maggiormente di tumore della mammella, dell'endometrio, del rene, dell'esofago, dell'intestino, del pancreas e della cistifellea. La correlazione obesità-cancro non è più trascurabile, anzi la sua veridicità non ha più bisogno di prove.

2) Attività fisica quotidiana. E' sufficiente un impegno fisico pari a una camminata veloce, che presuppone fatica per almeno mezz'ora al giorno. La sedentarietà nelle popolazioni urbane consolida abitudini che remano contro la nostra salute (macchina per qualsiasi spostamento, televisione e computer): la mancata attività fisica comporta mancata ossigenazione delle cellule. Dove è assente l'ossigeno, la cellula è più sottoposta a stress ossidativo e può diventare cancerogena.

3) Limitare il consumo di alimenti ad alta densità calorica ed evitare/escludere il consumo di bevande zuccherate, zuccheri raffinati. Gli studi rivelano che le bevande gassate e zuccherate sono da evitare, da escludere così come i cibi precotti e preconfezionati.

4) Basare la propria alimentazione prevalentemente su cibi di provenienza vegetale, con cereali non raffinati e legumi in ogni pasto, con un'ampia verietà di verdure non amidacee e di frutta. Cinque porzioni al giorno (per 600 g.circa). Da escludere le patate.

5)Limitare il consumo di carni rosse (ovine,suine,bovine) ed evitare/escludere il consumo di carni conservate (carni in scatola, salumi, prosciutti, wurstel).

6) Limitare il consumo di alcolici. Non sono raccomandate, ma bisogna limitarsi ad un bicchiere di vino (120 ml)al giorno per le donne e due per gli uomini, solamente durante i pasti.

7) Limitare il consumo di sale (non più di 5 g.al giorno) e cibi conservati sotto sale.

8) Evitare-escludere i cibi contaminati da muffe (cereali e legumi contaminati) e si consiglia di non conservarli in ambienti umidi e caldi.

9) Allattare i bambini al seno per almeno sei mesi.

10) Non fare uso di tabacco, evitare l'esposizioni in ambienti dove si fuma regolarmente.

11) Si sconsiglia l'uso di integratori e vitamine-minerali.

 

Approfondimenti sul sito: www.istitutotumori.mi.it

La prestigiosa rivista "Nature" pubblica un articolo che fa tremare. I risultati delle ricerche condotte dal dott. Robert Smith evidenziano l'indiscutibile tossicità degli zuccheri e propone l'eliminazione dello zucchero "bianco", uno dei fattori  principali che scatena l'insorgenza di varie patologie. Lo zucchero, in particolare il fruttosio, è responsabile di gravi malattie, come malattie cardiache, cancro, diabete, obesità e insufficenza epatica acuta. Il fruttosio, come l'alcool, non può essere utilizzato dai tessuti del corpo e viene quindi metabolizzato dal fegato: quì si generano tossine e il nostro organismo comincia l'inesorabile declino che lo porterà al diabete. Anche i non obesi sono soggetti alla "sindrome metabolica", in cui il fruttosio induce ipertensione, malattie cardiovascolari conclamate e danni alle proteine e ai lipidi. Le bibite che contengono zucchero, come le bevande gassate e i succhi di frutta filtrati, non hanno abbbastanza nutrienti per mantenere il corpo sano. I nutrienti essenziali si trovano nel frutto intero. Da recenti studi si evince che la metabolizzazione del fruttosio nel fegato è simile a quella dell'alcool perchè tende a sconvolgere il metabolismo del glucosio, generando grasso e causando resistenza all'insulina, decretando l'inevitabile infiammazione/degenerazione del fegato. Possono aiutare alcuni nutrienti essenziali:gli integratori di vitamina A, vitamine del gruppo B,vit.C,vit.E,magnesio, grassi essenziali omega 3 e 6.Altre scelte di vita possono aiutare, ad esempio, ridurre le calorie totali, aumentando l'assunzione di fibre e più esercizio fisico. Un nuovo studio dalla University of California - Los Angeles indica come un alto contenuto di fruttosio nella dieta peggiora l'apprendimento e la memoria. Lo studio mostra anche come gli acidi grassi omega 3 sono in grado di contrastare gli effetti "nocivi"del fruttosio. Il dott. Fernando Gomez Pinilla, professore di biologia integrata e fisiologia presso l'UCLA SCIENZA, ha dichiarato: "i nostri risultati dimostrano che ciò che si mangia influenza il modo di pensare". Come abbiamo visto sopra il fruttosio è dannoso per il fegato ma se accostiamo a questi risultati lo studio californiano,possiamo concludere che è anche dannoso per il cervello.

L'ASPARTAME, scoperto nel 1965 mentre il colosso farmaceutico Searle sperimentava un nuovo farmaco contro l'ulcera, oggi è avvolto nel mistero. Varie ombre sulla sua salubrità cominciano a diffondersi negli 70. A rilanciarle, nel 2005, è una ricerca dell'istituto Ramazzini di Bologna. Il verdetto è chiaro: l'aspartame è cancerogeno. L'istituto compie altri studi, autofinanziati. L'illustre Franco Berrino, dell'istituto Tumori di Milano dichiara: "non esiste un solo studio che abbia provato un solo effetto benefico, non possiamo manco affermare che l'aspartame è contro l'obesità, anzi c'e una forte ipotesi del contrario".

Ridurre i medicinali è possibile anche se sta per arrivare il temuto inverno. Come possiamo evitare di trascorrere la stagione invernale consumando fazzoletti e restando a "riposo forzato"?

Possiamo prenderci cura del nostro sistema immunitario ogni giorno, portando a tavola alimenti che lo rafforzano. Se integriamo alcuni alimenti nella nostra dieta quotidiana, possiamo proteggerci e rafforzarci. Vitamine,antiossidanti e nutrienti assunti regolarmente ci rendono meno vulnerabili ai malanni di stagione.

Presentiamo attraverso un piccolo dizionario, un elenco di pronto intervento per trascorrere l'inverno in salute! La salute e la natura sembra che seguano lo stesso sentiero, quindi rispettiamo sempre il ritmo delle stagioni utilizzando cibi biologici (preferibilmente) e di stagione (per l'appunto!).

1) ARANCE e LIMONI

Ben riconosciuta l'importanza delle ARANCE come rimedio antiinfluenzale per eccellenza. L'arancia è ricca di vitamina C, bisogna consumare spremute, senza filtrarne il succo. La polpa di questo frutto non va scartata. La vitamina C è deteriorabile, quindi per trarne il massimo beneficio è bene consumare la spremuta fresca.

I LIMONI non soltanto contengono quantità notevoli di vit.C. Il limone Riequilibra il pH corporeo: grazie alle reazioni alcalinizzanti che innesca, Ostacola l'insorgere dell'osteoporosi, Possiede proprietà antibatteriche, Migliora la digestione e favorisce il transito intestinale, Combatte raffreddori ed influenze grazie al contenuto di Vitamina C e flavonoidi, Contrasta l'acido urico e depura il fegato, Rafforza i vasi sanguigni, grazie alla vitamina P, Contribuisce a dissolvere i calcoli biliari e i calcoli renali grazie all'acido citrico, Contrasta i radicali liberi, e dunque l'invecchiamento cellulare dell'organismo, Secondo recenti studi, contrasterebbe l'insorgere di tumori.

2) AGLIO

Contiene allicina, che ha elevate proprietà antibiotiche, antimicrobiche, antifungine. Studi britannici confermano che l'uso regolare di aglio comporta meno probabilità di contrarre l'influenza stagionale.

3) CAROTE

La radice è in realtà un tesoro ricco di betacarotene, un antiossidante vegetale che aiuta le cellule a combattere le infezioni nell'organismo. Il betacarotene,infatti,passato nell'intestino diventa vitamina A (conversione). La cottura delle carote aumenta il livello in betacarotene e, poichè esso è liposolubile, viene assimilato meglio se sono condite con olio extravergine d'oliva.

4) CAVOLO

Un vero toccasana per il sistema digestivo, fonte di elementi fitochimici, con azione antiossidante, stimolano la produzione di anticorpi. Mangiato al vapore o crudo nelle insalate, ci mette al riparo da vari attacchi microbici e grazie alle sue note proprietà antitumorali è un prezioso alleato della nostra salute.

5) CEREALI INTEGRALI

Mangiarli quotidianamente è un'ottima abitudine.Inserirli nella dieta vuol dire garantire un apporto ottimale di VIT.B6, indispensabile per il riconoscimento di virus o batteri penetrati nell'organismo da parte di specifiche cellule immunitarie. I nutrizionisti concordano oggi sull'eliminazione delle farine bianche sostituendoli con le farine grezze-miste.

6) MANDORLE e SEMI DI GIRASOLE

La vitamina E di cui la mandorla è ricca, è un antiossidante ottimo. Protegge dalle malattie respiratorie.

7) MELA

La mela è una riserva di vitamine e sali minerali. Contiene un elevato tasso di pectina, responsabile della salute del nostro sistema digestivo, dal momento che ne stimola l'attività e la regolarità. La pectina abbassa il colesterolo "cattivo" (LDL), aumenta quello buono (HDL) in tempi brevi. La mela cruda è un ottimo astringente, contiene fruttosio che è ben tollerato e assorbito dall'organismo. La mela previene le malattie cardiache, tra cui l'infarto: la ricchezza di flavonoidi che ha ottime proprietà antiossidanti. Le proprietà benefiche riguardano persino le vie respiratorie.

8) SPINACI

Ricchi come le carote di betacarotene, gli spinaci contengono antiossidanti in misura elevatissima. Ecco perchè sono alleati efficaci contro le infezioni di nell'organismo. Contengono ferro, ma viene assorbito soltanto se condito con succo di limone o frutti che contengono vitamina C.

9) ZUCCA

Anche la zucca contiene betacarotene, precursore della vitamina A. Contrasta quindi i radicali liberi e protegge il sistema circolatorio.Il betacarotene è un antiinfiammatorio naturale.

10) ROSA CANINA

La rosa canina contiene una quantità di vitamina C addirittura superiore agli agrumi. Ai giorni nostri sono presenti anche le pillole di rosa canina e l’intenzione di utilizzarla per curare eventuali malattie è rimasta ancora intatta: la vitamina C che contiene infatti è conosciuta universalmente per le sue particolari proprietà immunitarie e rappresenta perciò un rimedio naturale per molti disturbi: è senza dubbio un ottimo trattamento per i raffreddori e per i virus intestinali grazie alle sue capacità immunitarie. Numerose le proprietà benefiche sull'organismo, la rosa canina è valido supporto ricostituente per svariate problematiche gastrointestinali, polmonari e cardiovascolari.

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Da questo mese pubblicheremo varie News che riguardano la nostra Salute: ricerche scientifiche, interviste di medici e ricercatori, neuropsicologi e nutrizionisti. Un confronto serio e documentato per far sì che il progetto Benessere sia più che mai parte della nostra realtà quotidiana. Siamo in tempi difficili. E' vero. Ma ciò che davvero conta, in questo periodo, è informarsi e restare in ascolto. Vi diamo il benvenuto e ci auguriamo che le nostre nuove rubriche possano aiutarvi nella ricerca di nuovi spunti e informazioni per il vostro progetto di vita.

Come migliorare le nostre condizioni di vita?

Alimentarci nel modo più consono alla nostra struttura bio-psico-fisiologica?

Come ridurre lo stress ricorrendo al ventaglio efficace dei rimedi naturali e delle tecniche di rilassamento Mente-Corpo? 

Da uno studio dell'ARPA Sicilia si scopre che a Palermo ben il 40% dei ragazzi soffre di qualche tipo di allergia, il 15% in più della media nazionale. Si hanno inoltre dei picchi più alti in zone ad alta densità di smog e di fumo passivo.

Leggi tutto: Allergologia - Palermo soffre di più della media nazionale

malattie-cardiache-educazione-alimentarePer anni abbiamo raccomandato per evitare l'insorgere di malattie cardiache, di ridurre i grassi. L’unica terapia accettata era prescrivere farmaci per abbassare il colesterolo e una dieta che limita fortemente l’assunzione di grassi. La limitazione di quest’ultimo, naturalmente, abbiamo creduto potesse far abbassare il colesterolo e quindi le malattie cardiache. Pochi anni fa si è scoperto che l’infiammazione della parete arteriosa è la vera causa delle malattie cardiache. Cambia dunque il paradigma nel modo in cui le malattie cardiache e altre malattie croniche saranno curate.

Leggi tutto: Malattie cardiache nella prospettiva dell'educazione alimentare

Che cosa è la celiachia

La celiachia è un’intolleranza permanente al glutine, sostanza proteica presente in avena, frumento, farro, kamut, orzo, segale, spelta e triticale.
L’incidenza di questa intolleranza in Italia è stimata in un soggetto ogni 100 persone. I celiaci potenzialmente sarebbero quindi 600.000, ma ne sono stati diagnosticati ad oggi poco più di 100.000. Ogni anno vengono effettuate 10.000 nuove diagnosi con un incremento annuo di circa il 10%.

Leggi tutto: Celiachia e Gluten Sensitivity

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